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Il Nasdaq perde il 4,5% in una settimana tra vendite sull'AI e rendimenti sopra il 5%

Il 16 ottobre 2026 il Nasdaq ha chiuso a 26.140 (-2,1%) e ha perso il 4,5% nella settimana, mentre il Dow ha segnato il secondo rialzo settimanale. Pesano chip, software AI e CoreWeave.

I titoli tecnologici americani hanno chiuso una settimana difficile venerdì 16 ottobre 2026. Il Nasdaq Composite ha perso il 2,1% a 26.140,03 e circa il 4,5% nella settimana, interrompendo quattro settimane consecutive di rialzi. L'S&P 500 è sceso dell'1,1% a 7.659,44, circa il 2% in meno nella settimana, mentre il Dow Jones ha ceduto lo 0,3% a 52.002,41 ma ha comunque segnato il secondo rialzo settimanale di fila.

A guidare il calo sono stati i semiconduttori e i titoli legati all'intelligenza artificiale. CoreWeave ha perso circa il 12%, il secondo forte calo in tre giorni, per i timori sul suo debito. L'ETF iShares Semiconductor ha ceduto il 4% nella seduta, dopo un -8% nella settimana fino a giovedì, e sono scesi anche i produttori di memorie come Micron, Western Digital e Seagate. Meta ha perso quasi il 4%; Apple è stata l'unica tra le maggiori società tecnologiche a chiudere in rialzo.

Due fattori hanno pesato sulle valutazioni. I dati sui prezzi al consumo e alla produzione, più alti del previsto, hanno riacceso le attese di nuovi rialzi dei tassi della Federal Reserve: gli operatori stimavano il 17% di probabilità di un aumento a fine ottobre e l'89% entro dicembre. Il rendimento del Treasury decennale è rimasto sopra il 5,09%, dopo aver toccato il 5,33% dopo il dato sull'inflazione di mercoledì.

I titoli energetici sono saliti con il petrolio. Il WTI ha guadagnato il 3,4% a 101,35 dollari al barile e il Brent il 3,5% a 109,55 dollari, perché i rischi in Medio Oriente hanno prevalso sugli sforzi per aumentare l'offerta.

Perché conta: quando i rendimenti senza rischio superano il 5%, gli investitori chiedono di più alle società i cui profitti sono lontani nel futuro. Per questo i titoli di crescita più cari sono di solito quelli che scendono di più quando tassi e rendimenti salgono.

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